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I docenti della scuola media “Granata” di Rionero in Vulture (PZ) riuniti in assemblea protestano contro la riforma Moratti e motivano il loro dissenso in forza delle considerazioni che seguono - Il governo e il Ministero dell’istruzione hanno elaborato e messo in atto una riforma, che non ha tenuto nel giusto conto l’immenso patrimonio di risorse umane e professionali rappresentato dal personale docente della scuola di Stato. Il testo di riforma e i provvedimenti attuativi, infatti sono stati emessi senza coinvolgere i docenti nei processi decisionali. - Questo stato di cose denota una concezione verticistica e aziendale della Scuola, che mortifica il ruolo dei docenti, inteso come professionisti dell’istruzione, relegandoli al ruolo di impiegati e, come tali, inquadrabili in gerarchie e mansioni fortemente lesive della libertà di insegnamento e del prestigio e dell’autorevolezza della professione. - Vi è poi unaforte contraddizione tra la pretesa di potenziare le competenze, prevista dalla riforma e la diminuzione delle ore di lezione, con particolare riferimento all'area linguistica e tecnologica. L’asserita necessità di migliorare l’efficacia del sistema, infatti, collide con la riduzione delle ore di lezione. E’ evidente, peraltro, che il processo didattico-apprenditivo necessita di tempi distesi, per consentire agli alunni di assimilare i contenuti contemperando il tutto con l’esigenza di individualizzare i percorsi di studio. E tutto questo, altrettanto evidentemente, non si concilia con la riduzione dei tempi di insegnamento-apprendimento fissati dalla riforma. - La legge 53 non possiede, inoltre, un’adeguata copertura economica, tanto è vero che, malgrado gli annunci mass-mediatici, nelle scuole materne gli anticipi rimarranno solo sulla carta. Per non parlare della cronica mancanza di fondi per finanziare l’acquisto di computer e sussidi didattici, peraltro necessari per rimanere al passo con i tempi. - La pretesa di coniugare il mantenimento degli organici con la riduzione delle ore di lezione è un inutile tampone che sposterà il problema al prossimo anno. A ciò si aggiunge l’ulteriore mortificazione del ruolo dei docenti, costretti ad inventarsi corsi di studio <<a piacere>> per tentare di mantenere il posto di lavoro nell’area opzionale e facoltativa. - E’ inammissibile, inoltre, pretendere di aprire negoziati con i genitori degli alunni per l’elaborazione dei pacchetti formativi, specie se si considera che, non di rado, i genitori non possiedono idonei strumenti culturali. Tale previsione, peraltro, accentua le differenze sociali, discriminando ulteriormente i ceti più deboli. - Trasformare la scuola in un supermercato dove il consumatore sceglie inopinatamente cosa studiare, contraddice il ruolo della scuola come agenzia educativa e la dequalifica al ruolo di azienda. - Introdurre gerarchie nella professione docente significa negare la funzione sociale del docente inteso come figura chiave del processo didattico-apprenditivo e dell’orientamento degli alunni. Prevedere la figura del docente “tutor” significa negare l’essenza stessa della professione e depauperare la funzione docente del suo stesso ruolo. - L’efficacia del sistema scuola può essere migliorata solo ed esclusivamente puntando sull’aggiornamento dei docenti. Aggiornamento che può avvenire solo in presenza di adeguate risorse, che consentano agli insegnanti di acquistare beni strumentali e di partecipare a percorsiformativi individuali, adeguati alle necessità professionali dei singoli. FIRMATO: TUTTI I DOCENTI DELLA SCUOLA MEDIA STATALE “GRANATA” DI RIONERO IN VULTURE (POTENZA) |
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