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Un contributo da un’addetta ai lavori La riforma in sintesi
di
Beatrice Molinari Pubblichiamo un interessante contributo di
Beatrice Molinari, componente del gruppo tecnico del Miur
Basilicata per la sperimentazione della riforma e componente della task force
ministeriale , sempre per la nostra regione. Si tratta di una lettura sintetica
della riforma Moratti, elaborata attingendo a fonti
di prima mano, che fa luce sui vari aspetti illustrandone i contenuti. E’
un servizio a cura del Cidog Riforma
del sistema di istruzione e formazione Le
ragioni
Con
la modifica del titolo V della Costituzione (legge n.3 del 18/10/2001), è
stato segnato irreversibilmente
il passaggio da un sistema centralistico ad un sistema
poliarchico ( nuovo concetto di Repubblica –
federalismo ). Si
tratta di norme che hanno modificato profondamente la struttura del sistema
scolastico nazionale introducendo effetti fortemente
innovativi ma anche elementi di rischio quali la frammentazione (dislivelli
di qualità e quantità delle offerte formative) e la polarizzazione
(nuove forme di esclusione e di emarginazione fra le scuole – scuole di serie
A e di serie B all’interno di ogni diverso territorio
nazionale). Per
scongiurare questi due rischi si è reso necessario
intervenire su due fronti: 1.-
tracciare un nuovo equilibrio tra i poteri dello Stato, i compiti degli enti
territoriali e quelli delle istituzioni scolastiche; 2.-
trasformare la struttura del sistema educativo nazionale di istruzione formazione. Due
compiti onerosi che hanno impegnato la passata legislatura (legge 30/2000,
abrogata) e l’attuale. La
legge n.53 del 2003, che delinea la Riforma del sistema
di istruzione e formazione, poggia su due pilastri: la legge costituzionale
n.3 e il regolamento n. 275/’99 riguardante l’autonomia delle singole scuole
(che riconosce il diritto di ciascuna istituzione scolastica a porre in essere
iniziative di ricerca, sperimentazione e sviluppo per adeguare l’offerta formativa
alle esigenze degli alunni e del contesto socio – culturale facendo leva sulle
energie interne). Entro
i prossimi anni, se saranno definiti i relativi decreti attuativi, si determinerà
il passaggio definitivo dalla fase di sperimentazione alla prassi coinvolgendo
nel disegno riformatore -
alunni -
famiglie -
professionisti della scuola, -
docenti. Come cambia la
scuola
L’obbligo
scolastico è elevato a 18 anni di età; entro i quali
deve essere completato (anche per gli alunni portatori di handicap, secondo
quanto stabilito dalla Legge 104/1992) il percorso formativo minimo di 12
anni. Il
sistema d’istruzione e formazione si articola in moduli:
La Scuola
dell’Infanzia inaugura l’ingresso nel sistema d’istruzione e formazione ed
ha una durata triennale. Innovazioni:
-
anticipo della data di ingresso per i bambini che compiono
i tre anni entro il 30 aprile dell’anno di iscrizione Obiettivi:
-
sviluppo ed educazione delle aree: affettiva, psicomotoria,
cognitiva, morale, religiosa e sociale favorendo la maturazione autonoma e
creativa di ciascun alunno;
-
apprendimento di competenze relativamente alle aree citate
secondo l’ottica generale di una parità delle opportunità formative;
-
raccordo con la Scuola Primaria secondo l’ottica di una continuità
che oggi vede nel Portfolio delle competenze uno
strumento irrinunciabile di coerenza educativa. Primo ciclo
La Scuola
Primaria ha durata quinquennale. Innovazioni: -
anticipo della data di ingresso per i bambini che compiono i
sei anni entro il 30 aprile o entro il 31 agosto dell’anno di iscrizione;
-
Si articola su due bienni (2^ - 3^) (4^ - 5^), successivi al primo anno
che raccorda la scuola dell’infanzia e la scuola primaria (continuità). Obiettivi:
-
sviluppo della personalità con una particolare attenzione al
mondo dei linguaggi, all’orientamento, all’acquisizione di competenze;
-
studio di una lingua della Comunità Europea;
-
conoscenza delle tecnologie più comuni e diffuse;
-
conoscenza del mondo naturale e dei suoi fenomeni nonché - orientamento
nello spazio; sviluppo di capacità relazionali orientate al vivere civile. La
Scuola Secondaria di I grado è triennale. Obiettivi:
-
sviluppo di modalità autonome e critiche di studio e di abilità
sociali necessarie ad un’integrazione costruttiva nel tessuto sociale di appartenenza;
-
studio e conoscenza delle tecnologie, soprattutto di quella
informatica,
-
conoscenza storico - culturale sociale e scientifica della realtà
contemporanea
-
studio di una seconda lingua della Comunità Europea;
-
attenzione all’orientamento affinché le conoscenze acquisite
e le competenze sviluppate possano favorire le scelte autonome dei giovani
relativamente al ruolo che vogliono assumere nella società di cui fanno parte. L’esame
di Stato segna il passaggio dal Primo al Secondo Ciclo. Il Secondo Ciclo è articolato in un duplice
canale: àLicei à Sistema dell’Istruzione e
della Formazione Professionale Al
termine del primo ciclo gli studenti dovranno decidere se continuare gli studi
nella scuola superiore (Licei) o scegliere il canale della Formazione professionale. Obiettivi:
-
maturazione della persona - sviluppo del Sé (criticità
e autonomia), acquisizione di competenze, pieno e consapevole inserimento
nella società (convivenza civile e democratica), competenze nell’uso delle
tecnologie e dei linguaggi multimediali.
-
Il Sistema dei Licei è articolato in due bienni cui segue il 5°
anno (di approfondimento e di orientamento per gli
studi universitari). Sono previsti otto tipi di liceo: artistico, classico,
delle scienze umane, economico, linguistico, musicale, scientifico
e tecnologico. Il ciclo si concluderà con
l'esame di Stato, che consente l'accesso all'Università e all’Alta Formazione
Artistica, Musicale e Coreutica.
-
Il Sistema dell’Istruzione e della Formazione Professionale della
durata di almeno quattro anni, di competenza
esclusiva delle Regioni, si articola in percorsi o indirizzi, che portano
al conseguimento di titoli e qualifiche. A partire dal quindicesimo anno di età, infatti, i giovani possono alternare lo studio a momenti
di lavoro (alternanza scuola-lavoro) o di apprendistato con l’acquisizione
di profili educativo - culturali e professionali che confluiscono in titoli
e qualifiche spendibili sull’intero territorio nazionale e della U.E.
Al termine dei quattro anni, i giovani potranno optare per l’iscrizione
al 5° anno e sostenere un esame di stato finalizzato all’iscrizione all’Università
o all’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica o alla Formazione Tecnica
Superiore. Per l’ultimo anno di frequenza, a completamento della formazione,
il Sistema dell’Istruzione e della Formazione Professionale prevede esercitazioni
pratiche e stage realizzati all’estero o in Italia, nonché
l’inserimento nelle realtà lavorative. I
punti centrali della Riforma
Flessibilità: possibilità di cambiare indirizzo all'interno dei
licei - passare dal sistema dei licei
a quello della formazione professionale e viceversa - senza limitazioni purché
si sostengano esami opportunamente predisposti per i vari tipi di passaggio
e si frequentino corsi integrativi. I crediti maturati nei vari corsi sono spendibili
secondo l’ottica di una circolarità che non chiude la comunicazione tra formazione
professionale e formazione liceale. Programmi
nazionali e quote locali: i programmi scolastici, oltre ad avere un nucleo omogeneo e obbligatorio
valido su tutto il territorio nazionale (Indicazioni nazionali), prevedono
anche una quota riservata alle Regioni: nei programmi scolastici potranno,
dunque, essere inserite materie di interesse specifico
collegate alle realtà locali. Valutazione biennale: la valutazione dei percorsi
formativi è di competenza del corpo docente che procede
-
alla verifica, periodica e annuale, degli apprendimenti
e della maturazione globale del soggetto,
-
al raccordo con i cicli precedenti e successivi,
-
all’introduzione del sistema di valutazione biennale dei
periodi didattici: chi accumula debiti formativi dovrà ripetere la 2^ classe
del biennio cui è iscritto. Nella
valutazione degli studenti sarà considerato anche il comportamento; sarà quindi
attribuito un voto di condotta. Valutazione
del sistema: L’Istituto
Nazionale del Sistema di Istruzione procede periodicamente
a verifiche sistematiche della qualità dell’offerta formativa e del servizio
scolastico (organizzazione) nonché delle competenze maturate dagli studenti. Esame di Stato: si svolge intorno a
-
prove organizzate a livello locale
dalle singole commissioni d’esame;
-
prove predisposte a livello nazionale
dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione. Formazione
dei docenti
La formazione iniziale dei
docenti si svolge nelle Università presso i corsi di laurea specialistica. L’Esame finale per il
conseguimento della laurea specialistica ha valore di esame
di Stato e abilita all’insegnamento. Coloro che abbiano conseguito la laurea specialistica, ai fini dell’accesso
nei ruoli organici del personale docente delle istituzioni scolastiche, svolgono,
previa stipulazione di appositi contratti di formazione-lavoro, specifiche
attività di tirocinio di durata almeno biennale. |
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